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DA VENEZIA A ITACA


LA PARTENZA

LA PARTENZA - Hipazia la Scuola

Ci sono a Venezia tre luoghi magici e nascosti: uno in "Calle dell'Amor degli amici"; un secondo vicino al "Ponte delle Meravegie"; un terzo in "Calle dei Marani" a San Geremia in Ghetto. Quando i Venenziani (qualche volta anche i Maltesi ...) sono stanchi delle autorità costituite si recano in questi tre luoghi segreti e, aprendo le porte che stanno nel fondo di quelle corti se ne vanno per sempre in posti bellissimi e in altre storie.

 

"Siamo partiti da Venezia per andare a Parenzo, come tutti quelli che si misero sulla rotta del Levante. 
Il Vistona, la barca di questo viaggio, è uno splendido veliero di 16 metri: non un fragile purosangue da regata, non una soubrette da pagina pubblicitaria; bensi una creatura solida, potente, elegante, creata e vissuta per il mare. Qualcosa di simile, per questi aspetti, alle galee: anch'esse create e vissute per il mare. Chi la comanda, Gian Marco Borea, è un marinaio di tutti i tempi; non molto dissimile, in fondo, da quel Lando o da quel Contarini di cui abbiamo sentito parlare nei racconti dei pellegrini. A bordo c'è gente diversa, nel carattere e negli scopi che si propone: un equipaggio composito, insomma, com'è giusto che sia su una nave che parte per il Levante".
Così scrive Franco Masiero.
Ma cos'è oggi un viaggio verso Levante?
Con Hipazia faremo lo stesso viaggio del Vistona e verso Parenzo bisognerà mettere la prima prua.

BRIONI

BRIONI - Hipazia la Scuola

Lasciata Parenzo bisognerà fermarsi a Brioni perché è un paradiso terrestre. Non c'entra col viaggio del Vistona, perché nel 1982 questo scalo era un'area militare inaccessibile. Ci viveva Tito gran parte dell'anno, e qui vi organizzò almeno uno dei congressi del movimento dei Paesi non allineati, di cui era presidente. Fra le testimonianze dell'epoca si possono vedere una coppia di elefanti, allora cuccioli, di cui Indira Gandhi fece dono a Tito. Ma anche tracce di Fidel Castro, di Ho Chi Minh e altri, e perfino di Sophia Loren. Imperdibile il Castrum bizantino. E un giro in bicicletta. E' l'ormeggio più costoso di tutto l'Adriatico, e infatti non c'è quasi mai nessuno, ma facendo finta che in tre l'albergo costerebbe di più lo scalo è obbligatorio.

A POLA

A POLA - Hipazia la Scuola

"Vi si arriva percorrendo una gran rada, brutta perché piena di magazzini e di cantieri: è bello immaginarla quando vi entravano le galee e vedevano solo colline, alberi e il teatro romano". Sì, caro Masiero, ma è anche l'unico posto al mondo dove si ormeggia ancora sotto un anfiteatro romano, a qualche decina di metri.

A SAN PIETRO AI NEMBI

A SAN PIETRO AI NEMBI - Hipazia la Scuola

Più che un porto, è un canale fra due isole: San Pietro ai Nembi e l'Asinello. E' un buon ancoraggio, abbastanza ampio e riparato; avendo due varchi e molto mare libero intorno, forse fu preferito a Lussino proprio per queste sue caratteristiche. Più volte, nel corso del viaggio, ci renderemo conto che i Veneziani preferivano sempre porti che permettessero di arrivare o allontanarsi facilmente, piuttosto che insenature magari ben riparate ma con un solo e stretto accesso, com'è appunto il caso di Lussino. Se era possibile, essi privilegiavano sempre un approdo con due imboccature contrapposte. 
Qui il castello è poca cosa, ne rimangono solo anonime rovine. Dalla parte di San Pietro ai Nembi, che è un'isola sassosa, coperta di cespugli e radi alberi, sulle rive sono ancora solidamente radicati i bittoni in pietra ai quali le navi, dopo avere dato fondo all'ancora, si ormeggiavano mandando una cima a terra."
Dal viaggio del Vistona.

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