Home » Diario di bordo » Diario di bordo IV

Diario di bordo IV


Domenica 27 maggio

Domenica 27 maggio - Hipazia la Scuola

Cabernet


“Caro Gianni,

il viaggio è strepitoso.

Ho conosciuto un sacco di gente venuta da quasi tutto il mondo alle Incoronate. Nessun italiano. E così è migliorato anche il mio inglese. Dillo pure a Valide, altro che eremitaggio. E tutti mi chiedono se è proprio vero che navigo da solo, perché bisogna essere molto bravi per farlo a vela. A volte mi guardano come un Buffalo Bill, e con questa scusa molti salgono in barca. Così ho finito tutto il vino italiano che avevo in cambusa. E ho deciso di tornare.

Ma quando hai raggiunto la meta è bello anche il viaggio di ritorno, che è un’altra meta, come dice Piero Ottone, grande appassionato di vela. Forse anche lui finisce il suo Cabernet preferito. Ciao. Carlo”

(mail a Gianni dall’internet point di Sali)

Giovedì 7 giugno

Epilogo

 

Sono arrivato verso sera. E alle ore 18,20 utc + un’ora ho aperto la birra di concluso ormeggio.  Anche questa volta tutto da solo.  Le mie donne sono arrivate venti minuti dopo.  Perché Monica ha tardato sul lavoro per un’ importante consegna. Nonostante le avessi aggiornate ogni ora con la previsione di arrivo, durante una veleggiata memorabile da Novigrad a Caorle, perché mi dovevano lanciare le cime dalla banchina.                      

Quando finalmente sono arrivate l’unico rito rimasto era l’invito del Comandante al brindisi nel suo alloggio.

“Ma Monica … così mi toccherà cambiare il finale della storia … “.  “Lascialo com’era, tanto non lo saprà nessuno”.

“Il viaggio, caro Gianni, è stato meraviglioso.  Una sorpresa.

Ci racconteremo”.

Dovete sapere che avevo raccontato a Gianni della strana coincidenza che era capitata a un mio amico di Pordenone, al quale avevo raccontato che sarei partito il 7 maggio per un viaggio alla ricerca della magia delle Incoronate.  Mi aveva telefonato dicendo di avere origliato da un vicino al tavolo del Caffè che anche lui andava alle Incoronate a maggio,  perché  “le Incoronate sono la prova dell’esistenza di dio”.

Non l’avessi mai detto!  Gianni mi mandava sempre sms chiedendomi se avevo incontrato dio e se mi ero preparato un discorso per l’occasione.

Io gliel’avevo anche scritto che Tommaso non le mette le Incoronate fra le prove dell’esistenza di dio.  Ma lui aveva risposto che poteva essere che Tommaso alle Incoronate non ci fosse mai andato.

Secondo me Gianni legge troppo il New Yorker.

Ai lettori del New Yorker non interessa attualmente la Filosofia. Loro adesso preferiscono i fiocchetti rossi della vela che ti dicono se stai andando bene con il vento. Solo piccoli sistemi, aspetti del quotidiano, solo cose di tutti i giorni.

Peraltro dice che dio è nei dettagli e nell’armonia della scrittura. Aggiunge che se i giapponesi in 17 sillabe dell’haiku riescono a chiudere un mondo, perché non dovrebbe essere possibile in 5 o 10 pagine?

E insisteva: “Allora, questo dio lo hai visto?  Che vi siete detti?  Ha fatto commenti sulla tua barca?  Ha dei messaggi per me?”.

“Caro Gianni, te l’ho già detto che l’abbiamo incontrato. Io e Hipazia insieme. Ci incontriamo più volte ora.  Soprattutto navigando al piccolo lasco con una quindicina di nodi di vento e il  sole.  Invece con più di 25 nodi e il cielo nero si incontra Lucifero, e se possiamo cerchiamo di non incontrarlo. Invece io e Hipazia e lui ci cerchiamo e ci troviamo, e ci facciamo tanti discorsi,  tutti a braccio.

Il messaggio per te è che con lui bisogna danzarci intorno come i Dervishi, finché  lo si può disegnare con un solo segno, ma non antropomorfico, perché lui dice che le scelte non le vuole fare, fra bianchi e neri, né fra alcun tipo di genere.

Poi mi ha anche detto di dirti che gli sono più simpatici quelli che non resistono ad alcuna tentazione.

Della mia barca ha detto che è molto bene disegnata e molto bene costruita, e che quindi insieme possiamo andare oltre le mie personali capacità. Ha detto pure che ha un bel nome. E ci ha fatto i complimenti per come l’abbiamo raggiunto, insieme, nel silenzio e nel vento, e da soli.

Ci ha detto che con quelli delle barche a motore non ci parla, perché quelle non le ha fatte lui”.

 

Diciamo che le mie donne potevano telefonarmi che erano in ritardo. Le avrei aspettate fuori dalle dighe.

Lo fece una giovane navigatrice inglese, credo la prima donna che riuscì a completare un giro del mondo in solitaria.  Trovandosi con un giorno di anticipo sull’arrivo a Southampton si fermò tutta la notte in mezzo alla Manica, beccandosi anche una tempesta, ad aspettare che i giornalisti arrivassero nel giorno stabilito.

Comunque va bene lo stesso.

Monica l’ho perdonata stasera quando mi ha detto: “Papà, ci sono stati due terremoti mentre eri via.  La mamma mi ha chiamata a dormire con lei”.

Giovedì 7 giugno - Hipazia la Scuola

Come arrivare

Come arrivare - Hipazia la Scuola

PENISOLA TOUR

Dove siamo

Dove siamo - Hipazia la Scuola

L'offerta Hipazia

L'offerta Hipazia - Hipazia la Scuola

Chi era Ipazia di Aessandria

Chi era Ipazia di Aessandria - Hipazia la Scuola